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Rendendo ancora più incantato il paesaggio della Sila, splendono come gemme, tra le cornici di chiare praterie e di scure selve di conifere, tre grandi e splendidi laghi artificiali, di Cecita, di Arvo e di Ampollino, le cui acque, serrate da poderose dighe, che dirottano le acque del Crati, del Neto, del Savuto, dell’Arvo del Trionto e del Mucone, riforniscono di energia elettrica una gran parte dell’Italia meridionale.
Azzurre distese che splendono al sole là dove prima si stendevano pascoli più o meno paludosi, percorsi da lente acque. Il lago Ampollino, allungato sul confine con la provincia di Cosenza, dista 20 km dal Villaggio Mancuso, famosa stazione di villeggiatura. Ha una capacità di circa 60 milioni di metri cubi e alimenta la centrale elettrica di Orichella, sulla Sila. Nei suoi pressi, per erigere la grandiosa diga che ne contiene le acque, è stato allestito il villaggetto di Trepidò. Il lago di Arvo, creato mediante lo sbarramento del fiume omonimo, ha una capacità di circa 70 milioni di metri cubi di acqua. Situato nella valle che separa la Sila Grande dalla Sila Piccola, è un’immensa gemma turchina che rispecchia nelle sue acque le vette tondeggianti dei due monti più alti della Sila: il Botte Donato e il Montenero, ammantati da estese selve.
Sulle sponde del lago, attraversati da numerosi ruscelli, emergono con i loro alberghetti e le loro ville, i famosi centri turistici di Rovale e Lorica.
A pochi km da Camigliatello Silano, un altro dei tre grandi specchi di acqua che fornisce energia al Mezzogiorno: il lago di Cecìta o del Mucone. Le sue acque sono lambite da distese fiorite che risalgono con morbidi declivi verso le scure pinete. Esso è stato creato nel 1951 mediante lo sbarramento delle acque del fiume Mucone, con una diga alta 50 metri. Ha una superficie di circa 20 km quadrati. Nella parte meridionale della Piana di Sant’Eufemia, nel territorio dei comuni Maierato e Monterosso, sulla strada che conduce a Serra San Bruno, incorniciato da fitti canneti, boschi di salici, distese di campi coltivati e pascoli con alberi sparsi, vi è il lago artificiale dell’Angitola, costruito dieci anni fa sull’omonima piana. L’area del lago, nalla provincia di Vibo Valentia, è parco nazionale protetto dal WWF ed iscritto nella Convenzione di Rasmar come zona umida di importanza internazionale per la varietà di uccelli acquatici.
Numerosi, infatti, i volatili, soprattutto nei periodi dei passi: migliaia di folaghe, svassi maggiori, simbolo dell’oasi, tuffetti, morette, gallinelle d’acqua, aironi cenerini, germani reali, a cui, in casi eccezionali, si possono unire anche uccelli rarissimi come l’airone bianco maggiore e il falco pescatore.
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